SUMMER OPEN SEA KAYAK EXPEDITION...

Fin dalla prima volta che ci siamo avventurati sul Mar Egeo, abbiamo fantasticato di pagaiare per un lungo periodo tra le sue innumerevoli isole... senza avere l'assillo di dover finire nel tempo a disposizione quello che ci eravamo prefissati.
Ora questa aspettativa si è concretizzata: il viaggio inizia a fine giugno con un biglietto di sola andata...
Quando avremo finito le Isole Cicladi... torneremo a casa...
Tatiana e Mauro

Please use the translator on the left.
We're paddling most of the day and we don't have enough time to translate every single post...
We're confident you understand our position!


giovedì 16 giugno 2016

Il kit di riparazione: addendum...

Il viaggio sarà lungo (ce lo auguriamo!) ed il Mare Egeo metterà a dura prova non solo noi ma anche l'attrezzatura.
A Creta ci è capitato di annodare il cavo d'acciaio del comando di uno skeg e di bucare un kayak, l'anno scorso in Sicilia di rompere entrambi i cavi delle maniglie di un kayak... sempre durante gli sbarchi.
Diverse volte abbiamo rotto cime, elastici e tiranti di sicurezza degli skeg.
Più intenso e lungo sarà il viaggio e più laboriosa e frequente dovrà essere la manutenzione dell'attrezzatura!
Abbiamo così deciso di aggiungere diverse cose ai nostri già corposi kit di riparazione e di predisporre una terza sacca con il seguente contenuto:


  • N. 2 bulloni (viti, dadi, rondelle) e relativi spessori di nylon per il fissaggio del seggiolino.
  • N. 10 spezzoni da 3 cm di tubo di gomma diametro 10 mm per gli elastici di fissaggio delle pagaie di riserva.
  • N. 4 spezzoni da 30 cm di cima da 6 mm per i maniglioni di prua e poppa.
  • N. 2 maniglioni in nylon.
  • N. 1 spezzone da 10 mt elastico da 5 mm.
  • N. 1 spezzone da 10 mt di cima da 5 mm.
  • N. 1 spezzone da mt 5 di elastico da 4 mm.
  • N. 1 spezzone da 5 mt di cima da 3 mm.
  • N. 1 tappo universale di ricambio per gavoni tondi.
  • N. 1 tappo universale di ricambio per gavoni ovali.
  • N. 2 kit di chiusura di emergenza per i gavoni (elastico perimetrale regolabile e sacchetti leggeri di plastica).
Oltre a questo abbiamo anche rimpinguato le scorte di paletti, picchetti, traversine, elastici, rondelle e tiranti per la nostra antica tenda estiva...
Chissà che non ci serva ancora dell'altro!

mercoledì 15 giugno 2016

Le correnti delle Isole Cicladi

Le Isole Cicladi sono interessate da alcune correnti di superficie particolarmente intense.
Uno dei portolani che abbiamo consultato, quello edito dal Frangente a cura di Rod Heikell, riporta con puntuale chiarezza tutte le informazioni relative alle correnti: come è facile intuire, le correnti aumentano di intensità in prossimità dei canali tra le isole, specie in quelli stretti come il canale tra Andros e Tinos, per esempio, o tra Paros e Naxos, dove si instaura una corrente in direzione Sud di 1-2 nodi, specie quando soffia il Meltemi.
Le correnti più forti, però, interessano il canale di Doro, tra l'isola di Eubea a nord e quella di Andros a Sud. E' uno stretto che misura circa 6 miglia nautiche nel suo punto più stretto ed è attraversato, oltre che da forti correnti, anche da un intenso traffico marittimo, turistico e mercantile. La corrente del canale di Doro ha normalmente una direzione Sud-Ovest ed una intensità di 2-4 nodi, anche se il portolano dell'Ammiragliato Britannico riporta una corrente di 7 nodi verso Sud nel corso di una forte burrasca da Nord.

I canali di Doro, Dhisvaton e delle altre isole Cicladi in cui si registrano forti correnti...

Le correnti sono ovviamente correlate al Meltemi, e quanto più forte è il vento, tanto più rinforzano le correnti. E' il fenomeno che interessa in particolar modo il canale che separa le isole di Tinos e Mikonos, dove il vento soffia con molto più intensità che non in mare aperto.
Inoltre, il Meltemi si incanala negli stretti e solleva generalmente molto mare. Tutte i portolani che abbiamo consultato sottolineano l'importanza di prestare la dovuta attenzione all'attraversamento degli stretti, perchè la combinazione del forte vento, del mare corto e del canale stretto, magari costellato di secche, come è tipico delle Isole Cicladi, può rendere la navigazione particolarmente impegnativa. Il canale di Delos, per esempio, tra le isole di Rhina, Delos e Remmatia, tutte nei pressi di Mikonos, è interessato da forti raffiche di Meltemi che quando si incanala tra gli scogli che costellano lo stretto può raggiungere e superare anche Forza 7 Beaufort.
Il "nostro" portolano sconsiglia di affrontare il canale tra Paros e Antiparos quando soffia il Meltemi e suggerisce di affrontarlo di giorno, con la dovuta cautela e solo con calma di vento: "col Meltemi diventa infatti più difficile distinguere le zone verdi sicure dal mosaico delle rocce scure sommerse".
Chissà se la prossima estate ci saranno dei giorni di calma di vento, alle Cicladi?!?

giovedì 9 giugno 2016

"Axel pack" map case: il porta mappe ideale!

Una delle cose che più ci seduce del kayak è quella di poter navigare.
Abbiamo sempre avuto problemi, però, a trovare una custodia stagna per le mappe nautiche.
E' alquanto difficile reperire in commercio un porta-carte veramente stagno e resistente: solitamente si tratta di custodie per la nautica da diporto, o per le attività "ricreative", vendute a poco prezzo e con chiusure a clip o col velcro o con altre soluzioni fantasiose.
Le custodie stagne, e non solo quelle per riporre le carte nautiche, sono sollecitate da diversi fattori: in primo luogo dall'acqua, che "minaccia" tutta l'attrezzatura di bordo (specie quella sistemata sul ponte del kayak, continuamente a contatto col liquido blu), ma anche dalla sabbia, che si intrufola dappertutto ed acquista una forza di penetrazione incredibile negli sbarchi tra le onde, quando i granelli vengono frullati nella schiuma bianca che spesso ricopre completamente il ponte del kayak.
La migliore custodia stagna per carte nautiche che abbiamo fin'ora utilizzato è quella nata come prodotto artigianale da un'idea semplice quanto geniale di Axel Schoevers, un kayaker olandese che, stanco di buttar soldi in custodie dozzinali, ne ha costruita una adatta alle sue esigenze (andando finalmente incontro alle richieste di tanti altri pagaiatori!)
Visto che in molti ce lo hanno chiesto e visto che non è facile da reperire, inseriamo qui il link al sito di Justine Curgenven, una entusiasta sostenitrice della custodia prodotto da Axel, affettuosamente ribattezzata "Axel pack": come molti altri esperti kayaker, Justine la usa da anni per le sue spedizioni ai quattro angoli del mondo e ne presenta brevemente le caratteristiche salienti.

Noi abbiamo usato la "Axel pack" durante il periplo della Sicilia nell'estate 2015... 
E' stata una prima volta piena di grandi soddisfazioni
La custodia stagna è facile da staccare dal ponte del kayak e resiste molto bene anche nella sabbia
Ha affrontato senza problemi i più forti temporali che abbiamo mai incrociato in kayak!
E ha fatto a lungo bella mostra di se' sul ponte dei nostri Voyager!

Noi usiamo sempre una carta per pianificare la rotta e per avere informazioni dettagliate sia sul mare che sulla costa. Mappa nautica e carta topografica (turistica e/o escursionistica) si compensano bene l'un l'altra: oltre a sapere quant'è profondo il mare o dove sono localizzati gli scogli affioranti o se c'è una boa di segnalazione di un pericolo isolato, noi vogliamo anche capire se la cala in fondo alla vallata è di sabbia o di ciottoli, se c'è un parcheggio o un bar, se è raggiungibile da terra oppure se non ci sono strade d'accesso, e magari anche quanto dista il paese più vicino...
La custodia "inventata" da Axel è perfettamente adatta allo scopo: è trasparente su ambo i lati, così da poter contenere agevolmente due carte diverse, una sul retro dell'altra, e renderle entrambe leggibili in navigazione, semplicemente girando la custodia. Inoltre, non avendo noi kayaker la fortuna dei velisti di poter programmare la rotta sul tavolo da carteggio nel pozzetto sotto coperta, dobbiamo giocare d'anticipo e studiare ogni cosa a terra, prima di prendere il mare: la custodia di Axel è grande abbastanza da contenere anche appunti vari su previsioni meteo, correnti, tempo stimato di percorrenza ed ogni altra "curiosità" legata all'escursione pianificata. Justine, per esempio, dice di averci infilato persino il passaporto, tanto è stagna e sicura!
Il porta carte di Axel è composto di due fogli di plastica trasparente, termosaldati nel margine superiore ed inferiore, mentre le due estremità più corte sono aperte per poter comodamente inserire le carte. Si chiude con due tubi di plastica bianca che "mangiano" i due fogli di PVC e li tengono in posizione con un tappo (sempre di plastica, ma stavolta nera) ed un elastico.
Il sistema è molto pratico: è di misura variabile, a seconda dei giri che scegliamo di fare intorno ai tubi laterali, e può quindi contenere mappe di varie dimensioni. E' inoltre dotato di una coppia di moschettoni di plastica, fissati alle due estremità superiori, utili per agganciare la custodia al ponte anteriore del kayak.
Se si preferisce per una volta navigare a vista e non si vuole armare la custodia stagna, allora la si può arrotolare su se stessa e riporre in poco spazio, giusto sotto il gavone ovale.
E' una custodia davvero resistente e di ottima fattura, e ha anche un buon rapporto qualità-prezzo, appena 30 sterline, che al cambio attuale corrispondono all'incirca a 40 euro...
Credo sia tutto: buona navigazione!

domenica 5 giugno 2016

Contact-line: una cima di sicurezza multi-uso

Non se ne sente tanto parlare in Italia, e se ne vedono ancora poche in circolazione, ma la contact-line è diventata da tempo una delle attrezzature di sicurezza che un buon kayaker deve avere sul ponte anteriore del kayak, pronta all'uso.
Si tratta di una cima annodata a due moschettoni: la lunghezza e la dimensione della cima, come anche la misura dei moschettoni, sono variabili che dipendono dalle esigenze dei singoli kayaker.
In caso di necessità, la contact-line permette di eseguire un traino ravvicinato o altre manovre di emergenza, mantenendo i kayak vicini, stabili e sicuri.
Tempo fa ne avevamo parlato in una delle prime Newsletter di Tatiyak, quella di maggio 2012: ne avevo viste tante al Symposium di Anglesey e me ne ero subito procurata una: ero e sono convinta dell'importante di poter variare la lunghezza della cima, per riuscire ad adattarla sia al ponte del nostro kayak che a quello del compagno in difficoltà.
Poi, come spesso capita nella vita, e a maggior ragione nel mondo del kayak da mare, le cose evolvono e nell'aprile 2014, sempre su un'altra Newsletter di Tatiyak, avevamo presentato il nuovo modello ideato da Gordon Brown, con annesso video didattico esplicativo.
Ora sono molto contenta di parlare della mia cima di contatto preferita, appena scovata all'ultimo Symposium di Anglesey dello scorso maggio 2016: la contact-line prodotta dalla Whetman Equipment, una neonata ditta inglese del Devonshire gestita da un canoista molto esperto, Steve Whetman.
E' la contact-line che porteremo con noi in viaggio alle Isole Cicladi!

La contact-line della Whetman Equipment pronta all'uso.. 
... ed in uso sul ponte del kayak.
Il particolare dell'anello di acciaio posizionato sotto lo sgancio rapido

E' la migliore in circolazione perché ha due moschettoni grandi abbastanza da stare nel palmo della mano e soprattutto perché è l'unica ad avere uno sgancio rapido di sicurezza, una caratteristica che nel tempo ho imparato ad apprezzare come imprescindibile per la sicurezza propria ed altrui.
Steve Whetman lo spiega molto bene sia nella pagina dedicata alla sua contact-line per il kayak da mare, che in un video alquanto simpatico, lungo ben 9 minuti, inserito al fondo di un'altra pagina ricca di foto...
La contact-line Whetman può essere usata in due modi differenti: il primo è il traino corto, quello che si esegue dal ponte del proprio kayak alla prua del kayak da trainare, così da averlo vicino al nostro pozzetto (il suggerimento di scegliere il traino diagonale è molto valido, sia perché il kayak del compagno in difficoltà rimane sempre attaccato al nostro e sia perché lo sgancio rapido della contact-line è proprio sotto i nostri occhi, al centro del ponte anteriore!); il secondo è la cosiddetta zattera, quella usata per mantenere un contatto tra due kayak stabile e durevole - anche per periodi prolungati, se necessario - agganciando i moschettoni della contact-line ai tienti-bene dei due kayak coinvolti nella zattera.
Steve spiega anche che, per ragione di sicurezza, è necessario far scorrere la fettuccia gialla dentro l'anello d'acciaio posto sotto lo sgancio rapido.
La cosa sorprendente, almeno per me, è che tutti i moschettoni usati dalla Whetman Equipment sono italiani: è un prodotto nostrano molto apprezzato all'estero e chissà perché fatichiamo così tanto a trovare dei buoni moschettoni in Italia (mica potranno destinarli tutti all'esportazione, no?)
Come per tutte le tecniche di salvataggio in mare, infine, Steve ricorda che è fondamentale esercitarsi nell'uso corretto e sicuro di ogni dispositivo di sicurezza, specie con una contact-line così innovativa!
Let's go practising!

giovedì 2 giugno 2016

Il Meltemi...

Abbiamo imparato, nel corso degli anni in cui abbiamo navigato in Grecia, a conoscere e riconoscere il Meltemi, il vento che impera sul Mare Egeo, specialmente nei mesi estivi.
Costante, impetuoso, dispettoso, spesso imprevedibile... che in pochi secondi può arrivare a regime di burrasca e mettere a dura prova le capacità marinare di chiunque incontri sul suo cammino.
E' stato un inseparabile compagno di viaggio del nostro periplo di Creta nel 2010, di quello di Eubea nel 2013 e anche di quello di Lesbo nel 2014... siamo certi che neppure quest'anno si farà scappare l'occasione di incontraci... o di pedinarci!

... come si genera la brezza di mare...

Il Meltemi, a dispetto della sua potenza e costanza, è comunque una brezza!
Questa affermazione cozza un po' con le conoscenze "nostrane" del fenomeno, ma a dispetto di ciò... resta una brezza!
Il nostro invisibile compagno di viaggio ha l'Africa come propulsore: un intero continente!
Noi sappiamo che questo motore è così caldo che non si raffredda certo di notte, al massimo la temperatura media scende di qualche grado, e questo ha poca influenza sulla potenza del Meltemi... calerà solo leggermente...
Poi, se veramente la prossima estate sarà caldissima ed infuocata più di quella del 2003, come affermano gli esperti meteorologi, il nostro compagno di viaggio sarà particolarmente brioso ed avrà una gran voglia di giocare... speriamo non si imbizzarrisca troppo.
Detto questo, vediamo cosa dicono le statistiche dei venti alle Cicladi nel periodo che va da luglio a novembre, consultando i dati del prestigioso sito Windfinder.

... la statistica del vento a Kea...

Ipotizzando di seguire il percorso inizialmente programmato, cioè partendo da Makronisos per arrivare a Santorini lungo le Cicladi Occidentali, seguendo circa la direttrice NW-SE, troviamo quasi sempre venti da NNW-NNE, con velocità dai 6-7 Nodi alla partenza per arrivare fino a 13-14 Nodi all'arrivo.

... la statistica del vento a Santorini...

Le uniche anomalie statistiche in questo tratto sono rappresentate da Serifos e Sifnos che, in luglio e agosto, presentano venti da SW variabili dai 5 ai 14 Nodi. Se dovessimo trovare veramente queste condizioni vorrà dire che ci aspettano anche a scendere due traversate quasi controvento...

... la statistica del vento a Sifnos...

Risalendo poi da Santorini sino ad Andros, lungo le Cicladi Orientali, sarà sempre vento NNW-NNE, quindi o contro o, nella migliore delle ipotesi, al mascone, con velocità intorno ai 10 Nodi...

... la statistica del vento ad Andros...

Sarà dura risalire... ma ci penseremo più in là... quando saremo arrivati ad Amorgos ed avremo cominciato peripli e traversate verso Nord, sarà ormai la fine di agosto, e magari per quell'epoca il Meltemi avrà deciso di prendersi una pausa e di mitigare un po' la sua forza.
Anche se sui vari portolani che abbiamo consultato, pare che anche a settembre ed ottobre il Meltemi continui a soffiare imperterrito su terre e mari... una delle affermazioni che più ci ha incuriosito è stata quella di Francesca Carignani, l'autrice di "Rotta verso l'Egeo", quando ai primi di ottobre si trovava a veleggiare dalle parti di Folegandros: "Realizziamo che forse - dico forse - il fatto di aver sempre sentito dire che il Meltemi dura fino a metà settembre è spiegabile solo perché forse - dico forse - chi lo ha detto è sempre tornato a casa a metà settembre"...
Vi sapremo dire!

domenica 29 maggio 2016

Navigare in kayak nell'Egeo, questo sconosciuto...

Sono alcuni mesi, ormai, che facciamo ricerche sui viaggi in kayak alle Isole Cicladi.
Pare che navigare nel Mar Egeo sia un'impresa eccezionale, per via del Meltemi che spira in estate, e anche i più esperti velisti sostengono che veleggiare in Grecia sia molto impegnativo: prima di affrontare una qualunque traversata oceanica, in tanti suggeriscono di fare esperienza nel Mar Egeo!
Le Isole Cicladi sono tutte (o quasi) molto famose e vengono sempre (o quasi) inserite nelle proposte più gettonate di ogni operatore turistico. Sono conosciute, le Cicladi, e frequentate.
Chi non ha mai sentito parlare di Santorini, Milos e Mikonos? Chi non ha mai sognato una vacanza a Folegandros o Amorgos? Chi non vorrebbe visitare la culla della civiltà greca a Delos, a due passi da Andros e Paros? Che già solo i nomi delle isole alimentano le fantasie di ogni viaggiatore, le speranze di imbattersi in luoghi lontani, silenziosi e incontaminati... Sono isole mitiche e mitologiche, con panorami da cartolina, profumi inebrianti, chiesette bianche con le cupole blu e mari dall'acqua cristallina!
Bene, ma allora perché son così pochi ad andarci in kayak?
Il Meltemi è un vento bizzoso che può raggiungere in poco tempo forza di burrasca e che può durare anche diversi giorni (e notti, talvolta). Ma anche la Scozia è molto ventosa, e anche l'Irlanda lo è, per non parlare della Groenlandia, dove il Piterak è famoso per essere uno dei venti più impetuosi al mondo. Eppure sono tanti i pagaiatori che si avventurano per quei mari e tanti i racconti che si possono leggere sulle riviste specializzate e su internet.
Sono pochissime, invece, le informazioni che abbiamo raccolto sui viaggi in kayak alle Cicladi...
Nel lontano agosto del 1998 l'amico Marco Ferrario, in arte EkoKayak, ha trascorso otto giorni a Santorini in camper e kayak: ha pubblicato un racconto sull'allora rivista italiana "Il kayak da mare" e ha poi riportato l'esperienza sul suo blog, raccontando più in dettaglio delle tre o quattro pagaiate "andata e ritorno" programmate nel cratere, sempre lungo il versante dell'isola ridossato dal Meltemi, ed aggiungendo tante di quelle foto da far scattare la voglia di partire subito!
Non abbiamo trovato nessun'altra notizia di kayaker italiani avventuratisi nel Mar Egeo...

Paddling around with Oceanus Kayaking...
Kayaking the Cyclades with Aegean Paddlers...
Nick Cunliffe and Rod Feldtmann sea kayak expedition...
Poliegos island with Sea Kayak Milos...
Eko Kayak a Santorini in camper e kayak...

Alcune informazioni trapelano dal sito di una delle scuole di kayak delle Cicladi, con base sull'isola di Milos.
Nel 2003 e nel 2005 sono state effettuate delle escursioni guidate in kayak tra Milos e Santorini.
Rod Feldtmann, un geologo australiano, si è trasferito a Milos nel 2000 e ha aperto una scuola di kayak, Sea Kayak Milos, operativa ancora oggi.
Oltre alle classiche escursioni giornaliere intorno all'isola, Rod ha organizzato anche alcune lunghe spedizioni guidate: una prima nell'ottobre 2003, toccando Kimolos, Poliegos, Folegandros, Sikinos, Ios ed infine Santorini, raggiunta con un'ultima traversata nella nebbia; una seconda nell'aprile 2005, meno fortunata della prima perché, dopo aver toccato alcune isole, il gruppo è rimasto bloccato dal Meltemi e si è dovuto accontentare di raggiungere Santorini con un traghetto e di visitare l'isola con un'auto a noleggio; una terza traversata "familiare", in un periodo non meglio precisato, ha avuto un preludio interessante ed una conclusione altrettanto entusiasmante.
La spedizione senza dubbio più interessante è stata quella dell'autunno 2005 con Nick Cunliffe ed altri kayaker: Rod aveva organizzato una spedizione di due settimane tra Atene e la Turchia, 500 km di pagaiate e di traversate, toccando 20 isole nel cuore del Mar Egeo. Nick è uno dei più conosciuti ed apprezzati insegnanti inglesi e ha scritto un articolo per la rivista Ocean Paddler, poi pubblicato anche sul suo blog: il titolo lascia presagire un'avventura mitica, "Aegean Odissey"...
Ecco, basta. Poi solo racconti di velisti e di turisti "terragni".
Nient'altro che riguardi il kayak da mare...
Però ci sono degli altri centri di kayak a Santorini, Anafi e Mikonos, oltre che ad Atene: tutti organizzano con la bella stagione numerose escursioni di una o più giornate intorno alle Isole Cicladi. Escursione guidate, ovviamente.
Abbiamo già preso contatto con tutti i titolari dei centri, e tutti si sono dimostrati molto disponibili, arrivando anche a proporci di pagaiare insieme per alcuni tratti. Durante il nostro viaggio incontreremo le guide di Santorini Sea Kayak e di Mikonos Sea Kayak; ritroveremo anche sia Manolis di Oceanus Kayaking (con sede nella più meridionale delle Isole Cicladi, la piccola e sperduta e paciosa Anafi) che George di Aegean Paddlers, entrambi conosciuti ad Anglesey qualche anno fa: il mondo del kayak da mare è davvero piccolo...
Sono tutti convinti, e noi con loro, che non ci sia modo migliore di visitare le isole greche: in kayak da mare! E nonostante il Meltemi!

giovedì 26 maggio 2016

Il nostro kit di riparazione...

Per assemblare il kit di riparazione, io ho cominciato dalla mollette (quelle piccole nella scatolina di plastica e quelle colorate dotate di un elastico incorporato). Col passare del tempo, ho aggiunto un po' di tutto, senza una vera logica, dal filo per cucire alla chiave combinata (della misura giusta per le viti del mio seggiolino basculante!).
Quando ho conosciuto Mauro ho capito l'importanza di un kit funzionale e razionale.
Non sapevo ancora dell'esistenza del nastro americano, il nastro adesivo telato conosciuto nel resto del mondo come duct tape, utilissimo per le più svariate riparazioni, specie per le falle nello scafo.
Partiamo sempre con una grande scorta di quel nastro argentato: è diventato quasi un amuleto.
Tutti gli oggetti sono riposti in bustine di plastica separate, come nel kit di primo soccorso, e per gli stessi motivi. La scelta dei pezzi che compongono il nostro kit è stata dettata dalla necessità di risolvere i problemi che nel corso degli anni si sono presentati con maggiore frequenza.
Consigliamo comunque di personalizzare il proprio kit di riparazione in ragione del viaggio che si vuole intraprendere...

Tutte (o quasi) le cose che stiviamo nel kit di riparazione...
Il kit di riparazione di Mauro alla prova di tenuta d'acqua (durante il Sicilia kayak tour 2015)

Ecco cosa inseriamo nel nostro kit di riparazione:
Forbici
Accendino
Taglierino
Luci chimiche notturne
Moschettoni vari di riserva
Penna, pennarello e matita
Chiave combinata per viti esagonali (della misura necessaria!)
Cacciavite e mini-cacciavite per riparazioni di precisione
Coppiglie di riserva per le ruote del carrellino (se ne è dotato)
Attrezzo multiuso pieghevole e da montagna
Filo per cucine resistente e aghi da tessuto
Tela e colla per riparare la tenda ed il materassino gonfiabile
Elastici e cime di varie misure (adatte all’attrezzatura in uso)
Nastro adesivo telato (detto americano o duct tape)
Denso tape (in foto argentato) e nastro bituminoso (in foto marrone scuro)
Stucco epossidico bi-componente
Colla neoprene
Colla forte